L'analisi dei più recenti trend del mercato del pomodoro restituisce un quadro articolato, tra nuove tendenze e dinamiche consolidate, tanto sul versante dell’offerta quanto su quello della domanda.

Italia protagonista, ma la pressione cinese aumenta

Sul fronte dell’offerta, il nostro Paese gioca un ruolo di primissimo piano a livello globale, essendo da sempre tra i principali Paesi produttori di pomodori da industria. Tuttavia, lo scenario internazionale sta rapidamente mutando: dopo il picco raggiunto nel 2021 (6,1 milioni di tonnellate), la produzione nostrana è, infatti, scesa sensibilmente, attestandosi a quota 5,3 milioni nel 2024, mentre quella della Cina è più che raddoppiata (da 4,8 a 10,5), proiettandola in vetta alla classifica internazionale nel 2024, ai danni degli Stati Uniti (California) con i suoi 10 milioni (-4% rispetto alla Cina, -14% rispetto al 2023).

Nella tavola di (quasi) tutte le famiglie

Che siano italiani o d’importazione, freschi o lavorati, i pomodori sono stati e continuano ad essere centrali nella dieta degli italiani. Basti pensare che, secondo un recente sondaggio di Gfk, nel 2024 il 92% delle famiglie li ha acquistati (+2,3% rispetto al 2022), mettendoli nel carrello in media 18 volte nel corso dell’anno (+9% rispetto al 2022).

Un passione, quella per i pomodori, che accomuna tutti, sebbene con intensità variabile: cresce all’avanzare dell’età (gli under-35 ne hanno consumati in media 10,3 kg nel 2024 contro i 18,1kg degli over-64), ma il gap generazionale si è gradualmente ridotto nell’ultimo biennio; è sensibilmente più alto nel Centro Italia (17,8kg nel 2024), che vanta anche l’ulteriore primato di area geografica con la migliore performance di crescita dei consumi di pomodori nell’ultimo biennio (+8%, in netta controtendenza rispetto al Nord-Ovest dove, viceversa, è in calo).

Un mercato da 1,5 miliardi di euro

La passione per i pomodori influenza inevitabilmente le scelte di acquisto e le abitudini alimentari degli italiani, trainandone le vendite: 1,5 miliardi di euro nel 2024 nel solo comparto del Largo Consumo Confezionato (LCC). Ed è proprio analizzando i dati di vendita nel LCC che emergono chiaramente le preferenze degli italiani in fatto di acquisto di pomodori, con il primato del prodotto lavorato su quello fresco (rispettivamente 55% e 45% delle vendite nel 2024) e della passata di pomodoro su tutte le altre tipologie di prodotto sia fresco che lavorato (un terzo delle vendite complessive).

Uno scenario, quello LCC, nel quale anche Coop si è ritagliato un suo spazio, con 23 milioni di chili di pomodori freschi venduti ogni anno, 30 varietà di pomodori freschi nei reparti ortofrutta, 34 proposte per le conserve di pomodoro a marchio Coop e 581 audit effettuati dal lancio della campagna “Buoni e Giusti” nel 2025.