La stagione estiva 2026 è ormai alle porte, ma all’orizzonte si intravedono nubi che potrebbero pesare sui programmi di vacanza degli italiani.
Al momento non si tratta di una vera e propria tempesta, paragonabile al picco inflattivo post-pandemico o alle principali crisi economiche dell’ultimo ventennio, quanto di una fase di turbolenza, alimentata da una crescita economica asfittica, da tensioni geopolitiche persistenti e da una dinamica inflazionistica nuovamente in accelerazione.
Una turbolenza che potrebbe indurre molti italiani a rinunciare alla partenza o, quantomeno, a rivedere le proprie scelte di vacanza, come già osservato in passato nelle fasi di maggiore incertezza.
Un conto salato
Nell’ultimo ventennio, le fasi di crisi hanno inciso, almeno in parte, sulla propensione degli italiani a viaggiare per vacanza e per altri motivi personali. Nel complesso, si stima che siano venuti meno circa 20 milioni di viaggi, con una perdita in termini di mancata spesa pari a circa 6 miliardi di euro.
L’impatto non è stato, tuttavia, uniforme nelle diverse congiunture negative. I 2 milioni di viaggi in meno registrati in concomitanza con la crisi della New Economy sono ben poca cosa rispetto ai 7 milioni rilevati durante la Grande Recessione o gli 8,7 milioni persi nel biennio della crisi del Debito Sovrano Europeo, mentre il picco inflattivo post-pandemico gli italiani ha avuto un impatto di poco superiore a quello della crisi di inizio secolo.
Effetto cumulativo delle crisi
Impatto selettivo
Le scelte di vacanza degli italiani non variano esclusivamente in funzione della gravità della crisi, reale o percepita, ma anche, a parità di scenario, in base al profilo individuale.
Il picco inflattivo post-pandemico del biennio 2022/2023 ha lasciato a casa circa 640mila italiani, A rinunciare alla vacanza sono stati soprattutto i residenti nel Nord-Ovest (-13,9%), gli over 64 (-9%), gli occupati (-7,7%), gli under 25 (-4,7%) e le donne (-4,5%). In altri segmenti della popolazione la contrazione è risultata decisamente più contenuta, mentre alcuni profili hanno evidenziato dinamiche in controtendenza, registrando un aumento del numero di viaggiatori. È il caso, in particolare, dei 45-54enni (+6,2%), dei residenti nel Centro Italia (+4,1%) e dei lavoratori autonomi (+3,4%).
Cambio di programma
L’insorgere di situazioni di “crisi” non ha inciso soltanto sulla decisione di concedersi o meno una vacanza, ma anche sulle caratteristiche stesse del viaggio.
Periodo
Nel tentativo di contenere le spese di viaggio e soggiorno, nel 2023 molti vacanzieri hanno scelto di anticipare le ferie, evitando il periodo estivo. Ne è derivata una maggiore concentrazione dei viaggi tra gennaio e maggio, in crescita del 17,1% su base annua, accompagnata da un contestuale calo nel trimestre successivo (-12,4%) e negli ultimi mesi dell’anno (-14,8%).
Destinazione
Nello stesso anno, la maggiore capacità di spesa della middle-upper e dell’upper class ha verosimilmente contribuito a sostenere alcune componenti della domanda turistica. In particolare, i viaggi all’estero sono rimasti sostanzialmente stabili, registrando un lieve incremento rispetto al 2022 (+0,8%), mentre quelli entro i confini nazionali hanno subito una contrazione del 7,3% su base annua.
Durata
La stessa dinamica sembra aver attenuato l’impatto sulle vacanze di più lunga durata, diminuite in misura più contenuta rispetto ai soggiorni brevi di uno-tre giorni (rispettivamente -4,2% e -7,8%).
Sistemazione
La possibilità di ricorrere a una seconda casa di proprietà è stata maggiormente valorizzata, con un incremento del 2,2%, mentre le strutture alberghiere e ricettive sono state fortemente penalizzate (-5,0%) e l’ospitalità di parenti e amici ha subito un brusca frenata (-12,1%).
Fare previsioni su quale sarà il bilancio dell’estate 2026 è estremamente difficile, per via dei tanti elementi di incertezza che potrebbero pesare sulle scelte degli italiani. L’auspicio è che le nubi all’orizzonte possano progressivamente diradarsi, scongiurando il rischio di un nuova tempesta e lasciando spazio a un contesto più favorevole e a un clima di maggiore fiducia.
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