Di pesce, di carne o veg, quanta CO2 comporta il menu delle Feste?

Nei giorni delle Feste difficilmente si riesce a sfuggire ad almeno un pranzo o una cena di dimensioni luculliane. In un Paese in cui la socialità passa anche dalla tavola e nel quale il periodo natalizio e di fine anno sono occasione per trascorrere del tempo con i propri affetti, proprio il mangiare diviene l’attività attorno alla quale ritrovarsi. Partendo dunque da uno studio elaborato in occasione del Rapporto Coop 2023, abbiamo creato una tavola interattiva per scoprire quale menù inquina di più. La premessa è che nello studio delle emissioni generate dalle varie pietanze si utilizza una unità di misuta poco nota ma semplice da capire: la CO2e. Le unità di anidride carbonica equivalenti equivalenti (CO₂e) sono un’unità di misura necessaria per esprimere in modo uniforme l’impatto sul clima dei diversi gas serra. Oltre al principale gas serra prodotto dall’uomo, il biossido di carbonio (CO2), esistono altri gas serra, tra cui il metano e il protossido di azoto e per calcolare quindi l’impatto complessivo viene utilizzata tale misura. Fatta la premessa. abbiamo provato a rispondere alla domanda: emette più CO2e una  lasagna al ragù o una ai funghi? Panettone o pandoro? menù di pesce o menù di carne?

Abbiamo provato noi a simulare tre menù, uno di carne, uno di pesce e uno vegetariano. Siamo stati generosi nella quantità di portate, ma a prescindere dal dettaglio dei singoli menù, il differente impatto ambientale salta all’occhio. Se il menù che prevede solo o quasi solamente piatti a base di carne raggiunge i 29.7 Kg di CO2e, quello di pesce arriva a 15.8 Kg CO2e e quello a base di verdure i 4.1 Kg CO2e.

Menu di carne

Antipasti: Girelle con speck e formaggio Involtini prosciutto crudo 

Primi: Pappardelle al cinghiale, Lasagne al ragù       

Secondi: Filetto di manzo, Spezzatino di  maiale 

Contorni: Insalata, Carciofi ripieni, Patate al forno 

Dolci: Panforte, Torrone, Panettone

 

Menu di pesce

Antipasti: Bruschette con baccalà, Capesante gratinate

Primi: Cannelloni di pesce, Spaghetti ai frutti di mare     

Secondi: Seppie ripiene, Baccalà fritto, Cappone 

Contorni: Verdure gratinate, Purè di patate, Spinaci

Dolci: Torrone, Panettone, Pandoro

 

Menù a base di verdure

Antipasti: Crostini di polenta con verdure, Frittelle di zucca

Primi: Lasagne di verdure, Risotto alla zucca      

Secondi: Polpette spinaci, Tortino di verdure e formaggio

Contorni: Funghi trifolati, Finocchi al forno, Cavoletti di Bruxelles

Dolci: Struffoli

 

L’intera riflessione sull’impatto ambientale delle nostre pietanze sull’ambiente parte da una elaborazione che l’ufficio Studi Coop assieme a Nomisma pubblicherà a gennaio nel Rapporto Coop 2023 Winter Edition e che in anteprima pubblichiamo qui. Una tavola per mettere a sistema i vari impatti dei cibi sull’ambiente. La grandezza delle bolle racconta le emissioni per ogni chilogrammo di prodotto, la posizione in verticale sulla tavola la loro incidenza in termini di suolo utilizzato e la colocazione orizzontale l’impatto per ogni 1000 kcal.

Nel tentativo di rendere più tangibile possibile l’impatto di questo studio, in collaborazione con Nomisma, abbiamo anche elaborato una riflessione sugli stili alimentari che potremmo trovare nella vita di tutti i giorni. Anche qui emerge come la presenza di alimentazioni plant-based abbassino in linea di massima le emissioni di CO2e a differenza di quelli a base di carne.