Dalla rilevanza economica e occupazionale al coinvolgimento dei cittadini, fino ai principi che ne caratterizzano l’identità distintiva.

“L’economia sociale è molto più vicina alla vita quotidiana dei cittadini di quanto si possa immaginare“. A sottolinearlo è stata, nell’ottobre 2025, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Mînzatu, richiamando l’attenzione sul ruolo svolto da questo modello nel rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità. Ma quanto vale realmente l’economia sociale e quali sono gli elementi che ne definiscono l’importanza?

Ecosistema ampio e partecipato

Tra gli elementi valoriali più spesso associati all’economia sociale figurano le dimensioni del suo ecosistema e il contributo che le realtà che ne fanno parte apportano al Sistema-Paese in termini economici e occupazionali. Valori che, con riferimento specifico al contesto italiano, risultano tutt’altro che trascurabili se si pensa che, secondo le più recenti stime, l’economia sociale: conta circa 470mila enti attivi, incluse 98mila imprese e organizzazioni con fatturato in grado di generare ricavi per quasi 180 miliardi di euro l’anno; coinvolge 1,9 milioni di addetti e 4,6 milioni di volontari.

Enti attivi
0 mila
Ricavi annui
0 mrd €
Addetti
0 mln
Volontari
0 mln

Il coinvolgimento dei cittadini italiani nell’economia sociale assume, tra l’altro, dimensioni ancora più rilevanti se osservato in una prospettiva più ampia, sia in termini temporali che rispetto alle modalità di partecipazione. Estendendo l’orizzonte agli ultimi cinque anni e considerando non soltanto lavoratori e volontari, ma anche clienti, beneficiari, donatori, soci e imprenditori, la platea delle persone coinvolte cresce sensibilmente, arrivando a comprendere quattro italiani su dieci.

Sinonimo di benessere (per tutti)

Una seconda dimensione valoriale dell’economia sociale è legata al modo in cui viene percepita dall’opinione pubblica. Secondo un’ indagine condotta dalla Commissione Europea nel 2026, per la maggioranza assoluta dei cittadini europei l’economia sociale rappresenta un fattore cruciale per il benessere, nella sua dimensione collettiva (benefici concreti per le comunità locali e per il Paese nel suo complesso) ancor più che in quella individuale. Una convinzione particolarmente radicata in Italia, dove il riconoscimento del contributo dell’economia sociale nel generare benessere supera di diversi punti percentuali la media rilevata tra i cittadini dell’Unione Europea.

Identità fondata su valori condivisi

ll valore dell’economia sociale non si esaurisce nel suo contributo in termini economici e occupazionali, né nel riconoscimento della sua importanza da parte dei cittadini. La sua rilevanza si estende a una dimensione più ampia, che comprende i principi e i valori su cui si fonda, la capacità di rispondere ai bisogni delle comunità e il ruolo che svolge nel promuovere coesione sociale, inclusione e sviluppo sostenibile. Un insieme di elementi che ne arricchisce il valore intrinseco e contribuisce a definirne l’identità distintiva all’interno della società. Come emerge da un’analisi semantica condotta dall’Ufficio Studi Coop, la mappa valoriale dell’economia sociale si fonda su una molteplicità di principi, tra cui spiccano cooperazione e collaborazione, equità e inclusione, partecipazione e democrazia, sostenibilità e futuro.

La stessa ricchezza valoriale si riflette anche nel modo in cui l’economia sociale viene raccontata: il frame narrativo prevalente è quello di un settore da valorizzare e sostenere, a testimonianza del riconoscimento della sua rilevanza e delle sue potenzialità. Al tempo stesso, emerge una visione che va oltre la sua funzione economica e sociale più tradizionale: l’economia sociale viene descritta come motore di innovazione e cambiamento, promotrice di reti e alleanze e risorsa per l’occupazione e lo sviluppo professionale.

Glossario

L’economia sociale è l’insieme di imprese e organizzazioni che pongono al centro della propria attività le persone e il perseguimento di finalità sociali e collettive, privilegiandole rispetto alla massimizzazione del profitto. Ne fanno parte cooperative, mutue, associazioni, fondazioni e imprese sociali, accomunate da principi di solidarietà, partecipazione e reinvestimento degli utili a favore delle proprie finalità.