Italiani popolo di tifosi. O forse no? I dati  dell’ultimo Annuario dello spettacolo Siae, raccontano che i biglietti venduti per gli eventi sportivi live nel 2015,  sono stati oltre 28 milioni (nel conteggio sono compresi anche omaggi e abbonamenti). Cifre che rimangono più o meno invariate negli ultimi anni. Nel 2014 gli ingressi erano stati poco più di 28 milioni, nel 2013 si erano fermati a 27 milioni, nel 2012 di nuovo 28 milioni e nel 2011 esattamente 28.334.475. Proprio in questo anno, il 2011,  l’Eurostat realizzava l’ultimo studio disponibile in materia di affluenza agli eventi sportivi live su base europea. E gli italiani non sembravano così tanto tifosi (e forse non lo sono tutt’ora se si considera che il numero degli ingressi è rimasto pressoché invariato). Oltre il 70% dei connazionali dichiarava all’epoca, di non aver assistito ad un match live nell’ultimo anno. Una cifra che reggeva il confronto solo con Bulgaria, Polonia e Romania, ma che impallidiva di fronte all’oltre 50% degli slovacchi, lussemburghesi, finlandesi e belgi che avevano assistito a una sfida sportiva almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

7 italiani su 10 hanno dichiarato di non partecipare a eventi live di sport

Assidui frequentatori di stadi e palazzetti o meno, sta di fatto ch da sempre in Italia, la maggioranza degli ingressi viene assorbita soprattutto dal calcio. Su 28,3 milioni di biglietti staccati nel 2015 infatti, quasi 8 ingressi su 10 sono stati a una delle 111 mila partite dello sport nazionale. L’anno scorso gli appassionati degli eventi calcistici live hanno speso quasi 298 milioni di euro al botteghino, con i loro 22 milioni di ingressi (cifre che in Italia sono superate solo dai biglietti del cinema: i 10 film più visti del 2015 hanno venduto da soli oltre 29 milioni di ticket).

Gli ingressi a sfide di calcio sono il 78% del totale spettacoli Siae

E se al botteghino si sommano gli incassi dei diritti di prevendita, delle consumazioni al bar e le altre spese tipiche di questi avvenimenti, la spesa del pubblico sale quasi a 704 milioni. A questi poi si aggiungono i proventi di sponsorizzazioni, diritti tv e pubblicità (oltre il 64% del totale dell’economia del settore) ed ecco che si raggiunge un volume di affari da 1 miliardo 983 milioni.

Gli eventi sportivi a confronto



Tutti gli altri sport seguono a fatica. La Siae raggruppa insieme i dati di pallacanestro, pallavolo, rugby e baseball definendoli “sport di squadra non calcio”. Questo “non calcio” ha totalizzato nel 2015, poco meno di 4 milioni di ingressi. Pugilato, Ciclismo, Atletica leggera, Tennis Concorsi ippici e corse dei cavalli, con anche  Automobilismo, Motociclismo e Motonautica (che per la Siae sono “sport individuali”), tutti insieme non arrivano al milione e mezzo di ingressi. E superano di poco il milione Nuoto e Pallanuoto che, nell’annuario Siae, si sommano agli sport invernali e alle attività sportive non ricomprese nelle altre categorie.

Tutti gli altri sport realizzano insieme neanche il 25% degli ingressi totali

Certo sulla classifica incide la stagionalità di alcuni eventi (come lo sci per esempio), la capienza dei palazzetti, delle piscine o dei campi da gioco in confronto agli stadi. E la differenza la fa anche la capillarità con cui il calcio è diffuso in Italia, con nove serie in cui giocare e 618 gironi a cui partecipare (la pallavolo per fare un esempio ha 15 tra serie, divisioni e  categorie giovanili).

Ingressi agli eventi sportivi per Regione



Gli italiani più tifosi di tutti vivono dal nord. I lombardi guidano la classifica degli ingressi agli eventi calcistici con oltre 4 milioni di biglietti venduti. Poi ci sono i toscani e i piemontesi, rispettivamente quasi tre milioni e quasi due milioni e mezzo. Ma è proprio la regione dal capoluogo milanese che dimostra il maggior affetto per i match in genere, dominando anche la hit parade degli sport di squadra e di quelli individuali.  Dietro questa si contendono il secondo posto Emilia-Romagna e Toscana, seguite poi da Piemonte, Veneto e Lazio. Un discorso a parte invece lo merita il settore definito dalla Siae “altri sport” in cui, assieme a pallanuoto e nuoto, compaiono anche gli sport invernali. Qui la presenza degli impianti sciistici incide sui biglietti venduti e così la classifica è dominata dal Trentino-Alto Adige, seguito dall’Emilia-Romagna e poi dalla Lombardia.

Che gli italiani siano più o meno tifosi dei colleghi europei, il dato certo è che nei 12 mesi del 2015, gli eventi sportivi hanno registrato un volume d’affari di oltre 2,5 miliardi di euro. All’incirca la cifra con cui si potrebbe finanziare la costruzione di 14  nuovi stadi con 50.000 posti ognuno.