Facebook ti tradisco

Sempre più connessi e sempre più omogenei nei consumi digitali, gli italiani si distinguono comunque come un popolo di sperimentatori. Nel 2017, al fianco di Facebook infatti gli utenti hanno aperto profili su Instagram, cinguettato con Twitter, compilato curriculum su Linkedin e scoperto il fascino delle immagini con Pinterest

Gli italiani vanno a caccia di nuovi social in un’epoca in cui l’andamento della digitalizzazione dei consumi porta da sempre un segno positivo. Stando all’ultima ricerca svolta da Doxa, in Italia più di 7 over 18 su 10 sono soliti connettersi a internet.

L’azienda di ricerche di mercato ha sviluppato un proprio termometro digitale. Ha monitorato cinque fattori che concorrono alla creazione di questo che potremmo definire una sorta di indice: ha analizzato la frequenza media di connessione al web, il numero di supporti da cui ci si connette (per capirci pc, tablet, cellulare…), ha sondato la quantità e la frequenza dei canali visitati sul web, la partecipazione attiva degli utenti a forum e blog e in ultimo l’iscrizione a uno dei principali social network. È così emerso che il tasso di digitalizzazione medio della popolazione italiana, alla fine del 2017, era del 68%. Un +4% rispetto all’anno precedente.

Un utilizzo su cui incide l’età ma non il genere. Uomini e donne italiane accedono allo stesso modo ai nuovi media digitali. Il vero gap è di tipo generazionale. I 18-24enni hanno una digitalizzazione pari al 73% che scende invece al 61% se si analizzano i comportamenti degli ultra 55enni. Una sfida in cui il Sud raggiunge il Nord: 69% il primo contro il 67% del secondo.

Ci connettiamo di più ma con un senso di diffidenza più affinato rispetto al passato. Il 33% degli italiani dichiara di non fidarsi più delle recensioni on line perché pensa che molte siano false. Detto questo va considerato che come sempre siamo un po’ contraddittorio già che il 76% degli intervistati racconta che prima di fare un acquisto consulta internet e, se si tratta di una spesa importante, il 66% è pronto a rinunciarci se il brusio del web ha giudicato l’oggetto in questione inutile o inefficiente.

Non si spegne la passione per i social che però acquista il carattere di un poliamore. Gli italiani abbandonano la monogamia di Facebook e sperimentano anche altri social. Chi cresce più di tutti è Instagram (che per altro è sempre di proprietà di Facebook). Il 35% degli intervistati ha nel 2017 un profilo sulla piattaforma di condivisione di immagini, un salto in avanti se si calcola che nel 2016 il dato si era fermato al 21%. Stando a Doxa, anche Twitter cresce e raggiunge il 20% seppur la sua spinta propulsiva sembra rallentata. Segue subito dietro Linkedin con il 19% degli utenti (vs il 13% dell’anno precedente) e chiude la carrellata Pinterest che passa in 12 mesi, dal 16% degli appassionati al 9%.

One Comment

  1. L'influenza del Web e dei social network sulle decisioni politiche
    19 settembre 2018 @ 12:32

    […] una ricerca svolta da Doxa, riportata lo scorso maggio da Italiani.Coop, il tasso di digitalizzazione medio della popolazione italiana alla fine del 2017 era del 68%, […]

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