Non si peggiora ma nemmeno si guarda avanti con fiducia. L’immagine che più illustra la situazione delle famiglie italiane a metà 2016 è quella dello stallo. E il percorso di uscita dalla crisi, seppur avviato, stenta a concretizzarsi. E’ quanto emerge dall’ ultimo Barometro Coop*, l’osservatorio trimestrale di monitoraggio della più importante catena della grande distribuzione in Italia. La fotografia è scattata a giugno. Rispetto a sei mesi prima (dicembre 2015) il doppio delle famiglie ritiene che le condizioni economiche del proprio nucleo siano migliorate: erano soltanto il 3% gli ottimisti nello scorso Natale e sono il 6% a giugno 2016. Anche i convinti che la situazione economica in casa sia peggiorata diminuiscono, passando da un 31% a un  27%, ma il trend è comunque ancora negativo con una famiglia su cinque che crede di stare peggio rispetto a sei mesi fa.

 

 

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E se i ceti medi si sforzano di vedere un futuro meno grigio, viceversa sono i ceti bassi a accentuare il loro pessimismo e continua a far paura la possibilità di non riuscire a far quadrare i conti del proprio bilancio familiare. Lo dichiara il 40% delle famiglie e la percentuale è cresciuta di ben 3 punti in 3 mesi. Il futuro insomma fa ancora paura e i segnali di ripresa sono flebili.

 

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Necessari i distinguo territoriali in un’Italia in cui il Nord cerca di trascinare il resto del Paese fuori dalla crisi. Il saldo tra ottimisti e pessimisti si estingue più facilmente nelle regioni del Nord Est e del Nord Ovest, stagna al Centro e peggiora invece al Sud.

 

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Il pur timido accenno di ripresa incide sui consumi che tornano a sostituire il valore della salute a quello del rigido rispetto del budget familiare. Nel marzo del 2016, i consumatori hanno espresso preferenze di acquisto con maggiore convinzione per prodotti all’ insegna del salutismo, rinunciando seppur di poco, alla sobrietà e al controllo e invece tornando a prediligere la qualità e ad approfittare delle promozioni.

 

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Si spende in modo diverso non solo scegliendo secondo valori ritrovati, ma anche privilegiando nuove categorie. La riconferma arriva dalle intenzioni d’acquisto. Nei prossimi 3 o 4 mesi, il 15% dei consumatori pensa di acquistare oggetti dedicati al tempo libero o capi di abbigliamento intimo, mentre il 26% pensa che l’acquisto di multimedia diminuirà così come il 21% pensa la stessa cosa dei casalinghi e il 21% dei prodotti Brico.

 

propensione acquisto

 

*Barometro Coop è uno strumento realizzato da Kkienn srl per la Direzione Marketing & Comunicazione di Coop Italia. Il sondaggio, effettuato tra il 10 e il 25 maggio 2016, è stato realizzato per mezzo di interviste telefoniche condotte con metodo C.A.T.I (4061 le interviste complete effettuate).

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